A capo

Ero diventata muta.
La bocca si contraeva, verso un punto, ogni volta che ti tacevo. Sembrava un bacio, invece era lo sforzo di nascondere quelle parole, che non valevano niente.
Non si trovano parole adatte, per raccontare il mistero dell’attrazione. E sono sicuramente sbagliate quelle delle confidenze, ubriache, frettolose nell’urgenza di farsi credere, consolare con quelle altre parole, dell’amica che scava nella miniera delle tue qualità e ti mostra la tua bellezza e ti sorride e ti promette consolazione.
Così ti ho rovinato, ti ho raccontato male; rimpicciolito ogni volta di più. Ogni racconto ti ha cambiato e ristretto. Ti ho perso anche nelle parole, ma sono riuscita a parlare di nuovo di te e non potevo muovermi, finché lo sforzo di tacere mi contraeva anche i passi.
Adesso sei un punto, quello in cui la mia bocca si è concentrata, risucchiata dal silenzio, sempre più piccola anche lei, sempre meno convincente.
Sei diventato il punto, al centro dei miei baci.
Un bacio e a capo








Eleonora eccomi qui. Anch’io sono su wordpress:
fragoleecioccolato.wordpress.com
sono contenta che non ci perdiamo
un bacio
Anch’io, molto.
Ma in molti si sono persi nella rete. Molta nostalgia.
Ti linkerò quanto prima.
ele
Molto bella anche questa riflessione.
Un caro saluto.
Giorgio
Ciao Giorgio e grazie!
E’ così preziosa la scoperta dell’ universalità dei sentimenti..
Ed è così raro trovarli tradotti così, con parole che avrei potuto raccogliere anch’io.
Mi è piaciuto leggere me stessa qui.
Erica, grazie.
Spero di esserne stata all’altezza.
Un abbraccio e piacere di conoscerti
questo è il post più bello. Brava