Cos’altro vuole in cambio da me, la bellezza?
ph• Jannike Viveka
Mi dimentico nel mai d’un pomeriggio,
scollo baci ad acqua e cambio stile.
Interrotta dall’addio incapace,
non so più parlare. Svaneggio.
M’accomodo silenzi e monologo preghiere.
Abbiamo sfregiato canzoni capaci di leggende
rapide, le notti più nuove
per non rifarci il trucco. Io non mi ricambio.
Lontane da me le sere di pioggia precoce,
la fretta delle dita nei vicoli sfollati,
finestre attraversate da promesse brevi,
e origami scivolati sui parabrezza.
Non ho più solitudini da scommettere,
desideri da esiliare, eclissi da sbiancare.
Alleno le ciglia a ridipingere visioni,
tiro dritto e mi alleo con l’impossibile.








come uscita da un guscio ormai incapace, rinata a nuovo stupore
Grazie per il tuo passaggio Massimo.
Uscita da un guscio ormai incapace, ma non ho ancora aperto gli occhi
Ti lascio i miei auguri di Buone Feste, ti linko fra i miei blog amici e tornerò presto a leggerti.
Giorgio
Ciao Giorgio.
Grazie e a leggerti
Pronta e determinata per una nuova vita… Molto bella. Auguro a te e ai tuoi cari un sereno Natale. Un abbraccio. Pietro.
Grazie Pietro.