Nei versi di altri

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Alcune delle mie poesie preferite stampate, ritagliate, incollate su un supporto riciclato da Rosalia, la sera prima di un evento di Terradamare
C’è un pezzo di carta da parati ancora attaccato, ci sono segni delle mie impronte perché quel giorno avevo fretta e tutte le mani piene di colla e inchiostro.
Volevo rappresentare la mia memoria, la mia emotività che un po’ deriva anche da questi versi. Strati su strati di poesia, come questa torre, che è lì da prima di noi e lì resterà dopo di noi. Strati su strati di vite, di passi, di parole.
Ma non avevo previsto che mi sarei commossa (e un po’ imbarazzata) ogni volta, vedendo questi sguardi posati sulla mia memoria, sulla mia emotività, in pratica questi sguardi che guardano un po’ come sono fatta dentro, quando quel giorno, mentre avevo fretta, ho deciso di farmi trovare nei versi di altri.

Questa splendida foto è di Francesco Anzelmo

WEAREGENIO, Palermo. Giorno n.49

SOGNO PER HOBBY E SCRIVO NEI CASSETTI

#ADOTTAUNAMAIOLICA non è solo una campagna di crowdfunding per realizzare a Palermo la più grande collezione di maioliche al mondo, è un’iniziativa a tutela della cultura siciliana. È il segno, l’esempio che ognuno di noi può dare per dimostrare che possiamo davvero salvaguardare la bellezza della nostra città compiendo un piccolo gesto. Perché i beni culturali sono nostri ed è anche nostra l’opportunità di migliorarli. Questa è la scommessa di Pio Mellina e del team WEAREGENIO.

Pio Mellina è uno di quei personaggi che trovi nei libri e ti domandi se poi esistano davvero nella realtà: ha dedicato tutta la sua vita a una passione recuperando, accumulando, in pratica salvando quelle che per lui, fin da quando era bambino, sono sempre state piccole opere d’arte, quelle piastrelle che hanno decorato le case per secoli e che troppe volte abbiamo visto gettate tra i rifiuti. ​

Che molte persone non…

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WEAREGENIO, Palermo. Giorno n.49

agosto 29, 2015 1 commento

#ADOTTAUNAMAIOLICA non è solo una campagna di crowdfunding per realizzare a Palermo la più grande collezione di maioliche al mondo, è un’iniziativa a tutela della cultura siciliana. È il segno, l’esempio che ognuno di noi può dare per dimostrare che possiamo davvero salvaguardare la bellezza della nostra città compiendo un piccolo gesto. Perché i beni culturali sono nostri ed è anche nostra l’opportunità di migliorarli. Questa è la scommessa di Pio Mellina e del team WEAREGENIO.
 

Pio Mellina è uno di quei personaggi che trovi nei libri e ti domandi se poi esistano davvero nella realtà: ha dedicato tutta la sua vita a una passione recuperando, accumulando, in pratica salvando quelle che per lui, fin da quando era bambino, sono sempre state piccole opere d’arte, quelle piastrelle che hanno decorato le case per secoli e che troppe volte abbiamo visto gettate tra i rifiuti. ​

Che molte persone non capiscano o non apprezzino l’arte è noto, che molti critichino il fenomeno e se ne lamentino è noto, ma che qualcuno faccia davvero qualcosa per il cambiamento desiderato, senza aspettare che altri lo facciano, questo è meno frequente.

Pio vi ha dedicato tutta la sua vita, investendo il suo denaro e tutto il suo tempo. Ha ristrutturato l’appartamento dove oggi espone una collezione spettacolare, scrostando gli strati d’intonaco che nascondevano affreschi, decorazioni, storia dell’arte vandalizzata “da barbari”, come dice lui stesso nel video della campagna, restaurato una per una le quasi 3000 maioliche esposte. Infine ha offerto a Palermo un piccolo scrigno di questa storia, e di arte, accoglienza, bellezza, rendendo la sua casa un luogo aperto a tutti, in cui ospita con la sua simpatia e gentilezza ogni giorno chiunque ne faccia richiesta, supportato dagli altri soci fondatori dell’associazione Stanze al Genio: Davide Sansone, che si occupa anche dei restauri, Antonio Perna e Claudio Iannelli.

La definisco spesso un’esperienza estetica, ma è molto più di questo: dentro le Stanze al Genio c’è la tradizione, la passione, il culto del bello ma soprattutto c’è un esempio illuminante.

WEAREGENIO è un team di professionisti volontari che ha trovato nel progetto di Stanze al Genio quest’ispirazione e ha deciso di darvi un contribuito. Insieme a Giuseppe Castellucci, Antonio Macaluso e Dario Marino abbiamo donato a Pio il nostro tempo per ringraziarlo di questo tesoro che consegna alla nostra città e ci siamo fatti portavoce di un messaggio: l’iniziativa di Pio Mellina è un bellissimo esempio di come si può creare e salvaguardare un patrimonio condividendolo con tutti, creando un modello virtuoso e innovativo di gestione e condivisione all’insegna della sharing economy. Un’iniziativa che si associa perfettamente al crowdfunding civico: con una piccola donazione possiamo costruire il bene comune come può essere appunto dare la possibilità a questo collezionista di raddoppiare gli spazi della sua casa museo e nello stesso tempo dare la possibilità ai turisti e agli appassionati di ammirare una collezione unica al mondo 365 giorni l’anno.

Abbiamo lanciato la campagna per raccontare tutto questo. Adottando una maiolica, che conserverà il nome di ciascun sostenitore nella casa museo, possiamo aiutare Stanze al Genio a raddoppiare una collezione la cui restante parte per adesso è dislocata sotto il letto, dietro i mobili, negli armadi, nelle cantine della casa del collezionista, quando invece dovrebbe essere mostrata al mondo per rendere Palermo una città ancora più ricca.

In molti hanno già contribuito, oggi abbiamo raggiunto il 52% dell’obiettivo e in questi ultimi 12 giorni di campagna ci saranno altri due eventi offline conclusivi, durante i quali renderemo possibile donare a tutte quelle persone che ci hanno comunicato la loro difficoltà nei pagamenti online.

Abbiamo ricevuto un’attenzione mediatica che non ci aspettavamo, ma l’obiettivo non è ancora stato raggiunto, così vi chiedo di dare anche voi l’esempio a tutti coloro che hanno a cuore la cultura: sostenete questo nostro bene.

Concludo con una frase bellissima, un estratto del messaggio di Salvo Piparo per WEAREGENIO: adottate, venite a battezzarvi palermitani e geni.​ 

#ADOTTAUNAMAIOLICA

● video: www.youtube.com/watch?v=l1lyBAHQz9c

● campagna: www.indiegogo.com/projects/wearegenio

● sito: www.wearegenio.com 

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Pubblicato per la prima volta su Rosalio, il blog di Palermo

Un corpo

luglio 17, 2015 1 commento

Oggi le parole non mi sanno contenere.
Eppure ci provo lo stesso: le allargo, le stendo tutte sul foglio, le sforzo, le arrotolo, le estraggo con la convinzione che a un certo punto, provandole e riprovandole, sapranno fissare in una sola frase il mondo di quest’istante, tutta la sua geografia, i confini, gli spazi; potranno dare corpo celeste alle trasparenze tipiche dell’impeto, concedere peso specifico a tutti i sensi quando coesistono, invisibili ma che vibrano, suonano dall’interno e vogliono testimoniarsi, farsi guardare, rivelare.
Come se avessi il desiderio primario di toccare tutta la vita, collaudarla. O di impugnarla, tenerla in una mano come un ciottolo di mare. E magari custodirla o regalarla; a quel punto poterla offrire come materia prima. Oppure lasciarla andare, con la pace che mi darebbe la certezza di aver descritto, dato prova di un mondo.

Guardare di lato

Da una settimana, quasi ogni giorno, mi sembra di vedere mia madre.
La sua immagine si è posizionata nella coda dell’occhio, come se l’angolo dei miei occhi fosse il posto dove ha deciso di restare per un po’. Indossa una maglia bianca e ha i capelli cortissimi, come piaceva a lei (“devono asciugarsi in un minuto!”).
Quando mi capita di vederla, faccio un balzo, provo a guardare meglio ma, appena tento di mettere a fuoco l’immagine, lei sparisce.
Così uso solo la coda dell’occhio per guardare le cose, le persone, la strada.  Mi sono convinta che posso rivederla ancora una volta, se imparo a guardare di lato.
Oggi pomeriggio era davanti alla porta del negozio di Sabrina, la mano appoggiata alla maniglia, come se mi aspettasse.
Io salivo le scale e guardavo i miei piedi, solo la coda dell’occhio l’ha intravista; anziché alzare lo sguardo, sono rimasta un po’ in quella posizione, a guardare come se pregassi, e in fondo pregavo, pregavo di vederla, di provare a stare ancora un po’ con lei nello stesso momento. Me ne stavo zitta, gli occhi puntati sulla punta dei piedi e la coda dell’occhio a cercare mia madre. Poi ho fatto uno scatto con la testa, non ce l’ho fatta a resistere. E lei è fuggita via, come una incolpevole Euridice.
Non dovevo alzare lo sguardo. Dovevo continuare a guardare di lato.

Ti va?

Vieni,

amore,

a spezzarmi

le ossa?


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Photo Opportunities. Ci siamo già stati qui?

A tutti coloro che si sono annoiati guardando le foto degli amici che tornano dalle vacanze, questo progetto strapperà sicuramente un sorriso.
E poi lo sbalordirà.

Verso la bellezza

A tutti coloro che si sono annoiati guardando le foto degli amici che tornano dalle vacanze, questo progetto strapperà sicuramente un sorriso.
E poi lo sbalordirà.

È la serie Photo Opportunities della fotografa Corinne Vionnet.
Come lei stessa spiega: quando si viaggia, si vede un monumento e si scatta una foto; ripetendo lo stesso gesto compiuto da milioni di altri turisti in viaggio di fronte allo stesso sito, forse nella stessa porzione d’asfalto, seduti o in piedi, la posa leggermente inclinata.
Si creano così ricordi fotografici che sono parte integrante dell’esperienza turistica di tutti, diari di viaggio uguali tra loro, trofei di chi “c’è stato” rispondendo all’imperativo del turismo di massa, uniformati dalla nuova cultura digitale, svelta, emulatrice, distratta.

Photo Opportunities

Da questa riflessione, osservando come scegliamo il punto ottimale da cui fotografare un punto di riferimento, Corinne ha cercato alcune parole chiave presenti nelle statistiche sulle destinazioni di viaggio di monumenti famosi, nei siti web di condivisione di foto, nei…

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