Chi sono

Webdesign e Webmaster, coordino la redazione del mensile Zero91 Magazine, e mi occupo di comunicazione integrata per aziende insieme al gruppo Officine Zero91.
Sono Presidente dell’associazione Aliantide e ideatrice e amministratrice del portale per appassionati di scrittura www.Scripta-Volant.org che lo coordina.
Organizzo laboratori di scrittura concorsi ed eventi letterari.
In particolare, organizzo il corso online di scrittura e lettura CORRIMANO, condotto da Francesco Romeo.
Sono tutor e organizzatrice di “Nientetrucchi” percorso biennale di scrittura d’invenzione, condotto da scrittori di tutta italia

ecc ecc ecc.

Scrivo da quando ho scoperto che a scuola i diari non servivano soltanto per appuntare i compiti per il giorno dopo.
La mia libreria preferita, infatti, continua ad essere una cantina, nella mia casa di Palermo, dove sono conservati alla rinfusa i diari della mia crescita.
Ero un’archivista di vita, da bambina.
Crescendo non ho perso il vizio di conservare le emozioni, ma qualcosa cresceva insieme a me: la consapevolezza che quello che stavo scrivendo non era più soltanto la mia storia, ma anche la storia
delle persone che incontravo, delle persone che immaginavo e di strani personaggi che conoscevo nei miei sogni.
Ho sempre avuto quest’unico esibizionismo: tra i gradini del liceo, nel salotto di casa mia, alle feste con gli amici, prendevo il blocco con i miei racconti e li leggevo ad alta voce.
La scrittura mi ha aiutata sempre e c’è sempre stata: a guarire la solitudine, a descrivere la compagnia, a mostrarmi la dove non riuscivo in altre forme.
La mia personalissima cura per la timidezza: pillole di parole scritte di getto; lettura ad un pubblico che non scegli, ma che ti sceglie; unire i sentimenti contrastanti attraverso le congiunzioni e la punteggiatura.
Poi, ci sono altri motivi meno consapevoli. Scrivere è un’esigenza innata, una passione, un’urgenza. Crescendo ho cominciato ad utilizzare la scrittura, a usarla, non solo per spiegare ma anche per nascondere. Quando vuoi dire qualcosa e ti rendi conto che useresti parole che arriverebbero fino in fondo, cominci ad avere paura di quelle parole, oppure, ti rendi conto che per dirne delle altre sarebbe meglio inserirle nella storia di altri, personaggi inventati, che ti aiutano a raccontare una verità che non è sentenza, ma una personale sfaccettatura di una vita.
Ed è quello che mi è successo negli ultimi anni.
Ho scoperto qualcosa e ho deciso di condividerlo.
Ho scoperto che c’è un modo, raccontare, che grazie alla scrittura ancora una volta è la scrittura ad aiutarmi, può entrare nella conoscenza di tutti quelli che ti leggono. Puoi dire delle cose, attraverso i personaggi, e quelle cose arrivano, piano piano, accompagnate da questi bellissimi volti che ti sei immaginata.
Attraverso un racconto che mostra una parte di te, che esiste in quella vita immaginaria. Così ho deciso di raccontare storie e di farle leggere.

In sintesi: sono un’aspirante scrittrice, che ha una storia da raccontare.
Ho questa storia da raccontare ma non riesco a farla entrare tutta in una storia, allora ne invento tante e metto un po’ di quella storia in ognuna di esse.
Ho questi personaggi, a volte non so bene neanche da dove arrivino. Una coppia nel pub dove ho trascorso un sabato sera; una ragazza distratta dentro un metro che contiene altre cento persone, ma lei aveva qualcosa che attraeva i miei pensieri; un frame di un film; un uomo che mi ha chiesto d’accendere; oppure qualcuno mai visto ma che stranamente mi appare, di notte, con una precisione di particolari da farmi addirittura pensare di averlo conosciuto in un’altra vita.
Di notte, quando resto da sola e me ne sto seduta sul mio divano arancione, mi parlano delle loro storie e io le trascrivo. In cambio mi faccio aiutare: faccio raccontare a loro la mia storia e la mia verità. Dovessero fallire: m’inventerò qualcosa.

Magari un’altra storia. Mi sono inventata un nick: OcchiDaDonna, perché oggi uso questi occhi, per vedere dentro alla fantasia.
Mi sono inventata anche un sogno: riuscire a scrivere un numero di storie sufficienti per riuscire a dirmi, una volta nella vita: ecco, mi sono spiegata.

E’ uno di quei sogni che vorresti realizzare il più tardi possibile.

 

Intervista Marilù Oliva:  OLTREVISTE/OLTRE LE INTERVISTE: LO IACONO

  1. giovanni
    aprile 23, 2010 alle 3:10 am

    Quanto ti assomiglio … come mi assomigli.

  2. Helene
    settembre 4, 2011 alle 7:23 am

    Ebbene, mi sono accorta ora che hai passato un ponte, non ti leggevo da un po’ e sono andata cliccando a passeggio e non c’eri…
    Sono contenta di poterti ancora leggere e sinceramente stavo per cominciare dal racconto “Due di notte” nell’ antologia, che credo di non aver mai letto ma, ahimè non si apre la pagina… e peccato!
    Veritiera descrizione di te come scrittrice, manca la donna che sei, ma la si può cercare nei personaggi a granelli…
    Un bacione grande e buonissimo nuovo blog
    Mary

    • Helene
      settembre 4, 2011 alle 7:24 am

      Ah… e non potevi scegliere un Head migliore 🙂

      • Eleonora Lo Iacono
        ottobre 17, 2011 alle 6:19 pm

        Eccoti 🙂
        Sì, ho spostato tutto e – per un po’ – anche nascosto.
        Ma sto già pensando che sia ora di liberare di nuovo tutte le parole…

  3. novembre 27, 2011 alle 9:43 am

    Ciao Eleonora, mi chiamo Marco – ti dò anch’io il benvenuto nel mondo di Yoknapatawpha, ti terrò d’occhio. Buona Vita a te.

  4. novembre 27, 2011 alle 3:09 pm

    ciao, ho letto il tuo messaggio e sono passato a trovarti.. A presto passo anch’io qui.
    Siragius

  5. sabby
    novembre 27, 2011 alle 5:51 pm

    ciao, ho trovato un tuo messaggio e sono passata, su splinder sono registrata come francy.
    a presto!!

  6. Alberto Mino
    luglio 7, 2013 alle 1:56 pm

    Ciao Eleonora. Ho avuto due giorni un po’ turbolenti e non ho ancora trovato il tempo per iscrivermi. Continuo a domandarmi se sarò all’altezza di partecipare… . Come ti ho già riferito in precedenza, sono tutti davvero bravi a scrivere!
    Chissà?!
    L’unica cosa da fare, è spostare la freccia su “Iscriviti”, senza crearmi ulteriori problemi. Lo faccio ora, in un modo speciale: con le tue splendide parole che mi echeggiano nella
    mente, che fanno bene all’anima e al cuore.

    Ciao,
    Alberto

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